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Affissione manifesti: da Parigi a Genova

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Affissione manifesti: dalla Parigi di fine ‘800 alla Genova del 2017

La nascita delle prime locandine e l’affissione dei manifesti a scopo pubblicitario avviene in città come Parigi e Londra e coincide con la rivoluzione industriale del XIX secolo. La vita cittadina, molto più veloce e frenetica rispetto al passato, necessità di luoghi e momenti dedicati esclusivamente allo svago. Ecco perchè in questo periodo storico nascono moltissimi teatri, cabaret e locali notturni.

Il modo migliore, a quei tempi (come oggi d’altra parte), per farsi conoscere e attirare il pubblico era quello di creare manifesti pubblicitari adatti per l’occasione.

A Parigi Jules Cheret inizia a delineare i canoni del manifesto pubblicitario moderno. Precursore nel comprendere l’importanza dell’immagine a discapito del testo;  utilizzava colori accattivanti per i propri manifesti in modo da catturare l’attenzione dei passanti; egli inoltre fu il primo ad utilizzare figure femminili, le antenate delle modelle pubblicitarie, denonimate Cherettes proprio in suo onore.

L’evoluzione delle locandine pubblicitarie passerà poi da Henri de Toulouse-Lautrec che porterà un’evoluzione tecnica riuscendo ad utilizzare in maniera completa le possibilità create dalla litografia e rivoluzionando l’uso dei colori, creando forti contrasti. Ma il pittore francese riuscì anche a dare un senso univoco al manifesto in modo tale che la figura avesse anche una funzione narrativa complementare al testo scritto.

Arriviamo cosi in pieno ‘900; l’art nouveau fonde l’arte con la cartellonistica e sperimenta tecniche nuove come per esempio includere le scritte direttamente nel disegno.

Ho cercato di fare
ciò che è vero e non ideale

Toulouse-Lautrec

Intanto in Italia

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In italia hanno successo sia i manifesti di comunicazione culturale per promuovere cinema, spettacoli o opere teatrali; sia manifesti con funzioni pubblicitarie. Vari artisti si cimentano nella creazione di locandine e alcuni nomi saranno indissolubilmente legati ai marchi per cui ideavano le campagne pubblicitarie. Per esempio Marcello Dudovich che disegnò le locandine per la rinascente;  Aleandro Terzi e il suo cagnolino con il pennello disegnato per il Colorificio italiano.

Saltiamo velocemente il 900. Fatto di campagne pubblicitarie, campagne di reclutamento per le due guerre mondiali, manifesti sempre più tecnologici e slogan più spinti per riuscire a differenziarsi dalla concorrenza ed approdiamo nel terzo millennio.
Se già ai tempi della prima rivoluzione industriale si aveva bisogno di ricercare un po’ di svago nelle varie proposte cittadine, oggi questa esigenza è ancora più evidente; allora perchè non creare un luogo accessibile a tutti che abbia le stesse funzioni dell’affissione sui muri?

Wall:in è il posto giusto, è la App giusta per promuovere gli eventi e le attività culturali cittadine (guarda alcuni esempi); ed è anche uno strumento per i commercianti della città per farsi pubblicità e attirare le persone direttamente nel proprio negozio (scopri come).

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Da che ho memoria mi son sempre interessato al mondo, alle dinamiche che lo governano, e quelle che si instaurano tra le persone, cercando di capire come queste interagiscono tra loro a livello implicito ed esplicito. La voglia di ricercare qualcosa di unico e originale, un modo per lasciare un segno, mi ha portato a lavorare con passione a questo progetto in cui per la prima volta ho avuta la chiara sensazione di lavorare a qualcosa di mio a cui dare un mio senso.

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